Siena
Secondo la leggenda Siena fu fondata da Senio e Aschio, figli di Remo e nipoti di Romolo che lasciando Roma si stabilirono sulle colline toscane. I simboli di Siena sono la lupa che allatta i gemelli e la la balzana (uno scudo bianco e nero).
Siena fu fondata dai romani come colonia militare col nome Saena Julia anche se la zona era probabilmente già abitata nell'epoca etrusca; nell'epoca romana, la distanza di Siena dalle importanti vie di comunicazione non giovarono per lo sviluppo economico.
La diocesi di Siena nacque intorno al IV secolo a seguito dell'opera di cristianizzazione portata avanti (secondo la leggenda) da S. Ansano.
Con l'invasione dei longobardi Siena gode di una certa prosperità, allargando i suoi confini a scapito di Arezzo e conquistando Rapolano, Sinalunga, Asciano, che si trovano tutt'oggi in provincia di Siena e trovandosi al centro di una nuova grande via di comunicazione, la via Francigena.
Siena passò sotto la dominazione franca nell'VIII secolo.
Nel 1100, dopo diversi secoli di stagnazione Siena rinasce nella nuova forma del comune, iniziando ad espandersi e ad avere le prime avvisaglie con Firenze che si conclusero nel 1260 con la battaglia di Monteaperti.
Diventato un vero centro urbano Siena nel XIII secolo vede nascere i primi istituti bancari e il grande ospedale S. Maria della Scala; la pace con la rivale Firenze è poco duratura e Siena è costretta ad accettarne la supremazia. Nonostante ciò sotto il regime dei nove, dal dal 1287 al 1355 Siena conosce un periodo di tranquillità, espandendosi verso Sud fino alla costa maremmana, al monte Amiata e a Telamone, il "porto" di Siena. Nel campo della pittura, nasce la scuola senese, dove operano pittori come Duccio di Boninsegna , Simone Martini e Ambrogio Lorenzetti .
Il secolo XIV vede da un lato un rinato misticismo e una rinnovata religiosità rappresentati nelle figure di Santa Caterina e San Bernardino e dall'altro un declino generale a causa anche della peste che colpì Siena e l'intera Europa.
Siena ritorna splendente in epoca rinascimentale soprattutto per la vita culturale con Papa Pio II (Enea Silvio Piccolomini) che porta avanti una grande opera innovatrice e la scuola senese che integra la tradizione gotica con le nuove tendenze dell'arte fiorentina nel campo della pittura e della scultura.
Siena a partire dal 1400 inizia il suo inesorabile declino che terminerà nel 1559 quando cade in mano al sovrano spagnolo Filippo II che la cede al signore di Firenze Cosimo I dei Medici.
Entrando a far parte del Granducato di Toscana Siena perde si l'indipendenza politica ma mantiene quella amministrativa, ritrovando uno sviluppo economico e un'intensa vita culturale.
Nei secoli XVI-XVII prende vita a Siena la tradizione paliesca con le contrade che acquistano via via un'importanza crescente quale valvola di sfogo per la vivacità e la faziosità del popolo senese.
Siena seguirà le vicende del Granducato di Toscana prima e del nuovo Stato Italiano poi.
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