Alessandria
Alessandria città nacque nella seconda metà del XII secolo sull'antico borgo di Rovereto e dai feudi contigui e venne fondata ufficialmente nel 1168; il nome Alessandria fu scelto in onore di Papa Alessandro III, che in quel periodo sosteneva le azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero.
Nell' ottobre del 1174 Alessandria subì un attacco delle forze imperiali che l'assediarono fino all' aprile 1175 quando vi fu la resa degli uomini del Barbarossa.
Nel 1198 Alessandria divenne libero comune.
San Francesco d'Assisi si fermò nei pressi di Alessandria intorno al 1220, dove ammaestrò una lupa che terrorizzava la popolazione; all'interno della Cattedrale ancora oggi è conservato un bassorilievo che ritrae questo episodio.
Alessandria rimase libero comune per oltre due secoli combattendo contro le città vicine che ne temevano una possibile espansione.
Città militare Alessandria conobbe il Monachesimo ed in particolare il Movimento degli Umiliati che venne riconosciuto proprio da Papa Alessandro III.
Nel 1348 Alessandria venne inglobata tra i territori dei Visconti.
In seguito Alessandria appoggiò i Visconti contro la Francia ed entrò a far parte del Ducato di Milano; Facino Cane conquistò Alessandria nel 1404 per poi ritornare ai Visconti quando la vedova di quest'ultimo, Beatrice di Tenda, sposò Filippo Maria; Alessandria passò agli Sforza a metà del XV secolo.
Dal 1535 Alessandria sotto il dominio spagnolo e vi rimase per tutto il XVII secolo diventando un nodo commerciale importante tra Genova e la Lombardia.
Conquistata dal Principe Eugenio ne 1707 , Alessandria passò poi sotto il Piemonte nelle mani di Savoia nel 1713; venne riorganizzata totalmente ed in questo periodo gli abitanti di Alessandria salirono a circa 15.000 unità.
Nel 1802 Alessandria fu annessa alla Francia, dopo la battaglia di Marengo, insieme a tutta la regione; divenne capoluogo del Dipartimento di Marengo; Conquistata dagli austriaci nel 1814, Alessandria restituita ai Savoia entrò a far parte del Regno di Sardegna dopo i trattati di Parigi.
Nel 1859 Alessandria divenne capoluogo di una delle prime quattro province piemontesi.
Alla fine dell'Ottocento con la nascita delle Ferrovie, grazie alla sua posizione Alessandria vide l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, diventando uno dei punti nevralgici per il mercato italiano.
Anche nel periodo fascista Alessandria mantenne la sua importanza ed in questo periodo vennero edificati importanti edifici pubblici opere architettoniche.
Con il secondo conflitto mondiale morirono sotto i bombardamenti più di 500 abitanti di Alessandria, circa l'un per cento della popolazione.
Nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti del Nord-Italia.
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