





Rieti sorge ai margini di una vasta conca dominata dai monti Sabini e dal massiccio del Terminillo.
Era un tempo ricoperta in larga parte da un lago che ne condizionava l'insediamento umano; le origini di Rieti possono essere fissate probabilmente intorno al IX-VIII.
La collocazione strategica di Rieti fece si che la città crebbe rapidamente di importanza.
Nel 290 a.C. il console romano Mario Curio Dentato interruppe il predominio dei sabini e diede inizio, scavando un canale artificiale che fece confluire parte delle acque del lago originario, suddiviso in specchi d'acqua minori, nella Nera per mezzo della cascata delle Marmore, ad una grande opera di bonifica della conca.
Fiorì quindi nel territorio di Rieti bonificato un'intensa pratica agricola e allevatizia incentrata su numerose ville appartenenti alla classe senatoria romana.
Rieti fu prima prefettura e poi municipio; nella città di Rieti, importante collegamento tra Roma e l'Adriatico, la diffusione del cristianesimo fu lenta e si ricorda solo un unico martire d'origine locale, ovvero S. Eleuterio.
Nel secolo VI all'arrivo dei longobardi interruppe la tranquilla vita della cittadina Rieti; vi si insediarono spingendosi poi fin sulle sponde del Tevere.
Rieti subì in questo periodo un notevole degrado e molti dei monumenti d'età romana furono abbandonati tranne le mura che costituirono ancora a lungo un puntuale punto di riferimento nel paesaggio urbano.
I saraceni prima (inizi del X secolo) e gli ungari poi assediarono, saccheggiarono ed incendiarono Rieti.
nel 1149 dopo un lungo assedio dei normanni Rieti fu conquistata e incendiata dando un grave colpo alle ambizioni delle aristocrazie urbane.
Agli inizi del Duecento S. Francesco ebbe con Rieti un rapporto privilegiato e fu in questo periodo che la città conobbe il massimo splendore; venne rinnovata e spesso Rieti fu oggetto di visita dei vari Papi che vi costruirono un imponente palazzo per la loro residenza.
Le lotte tra guelfi e ghibellini insanguinarono Rieti alla fine del XIII secolo con il risultato che la città fu indebolita ed ebbe inizio un periodo di declino culminato nei tentativi di conquistare l'egemonia da parte della famiglia Alfani e nella definitiva sottomissione al papato. Rieti vide così una costante presenza di un governatore pontificio che ridusse a poco più che una formalità l'attività degli organi istituzionali cittadini.
Nel Cinquecento si vide la formazione di importanti aziende agrarie con l'emergere a Rieti di una nuova classe di intraprendenti proprietari terrieri.
Rieti divenne divenne capoluogo della provincia di Sabina nel luglio del 1816 per esser poi aggregata all'Umbria al momento dell'Unità d'Italia.
Nel 1923 Rieti fu inserita nella provincia romana e nel 1927, infine, fu creata la provincia omonima.